About
Radici
La casa sul confine dei ricordi
la stessa sempre come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l’anima che hai.
F. Guccini
Storia
Fu questa colonica rurale
Più lunga che alta, la Casa de na Olta è la più vecchia del borgo. La sua costruzione è del 1751, come ricorda la scritta sulla parete, e da allora non ha praticamente cambiato aspetto. Il muro di sassi e malta, le lunghe colonne di mattoni, il larin (caminetto), il secer , il vecio puner (pollaio) sotto le scale di legno, tutto si trovava dov’era una volta. A vederla sembrava quasi che austera ci volesse raccontare di quegli anni, di quando era giovane e piena di vita. Di quando già aveva qualche crepa sotto le finestre e le mura annerite dal fumo del fuoco sapevano di salame, polenta e vino, ma era sempre adornata di ghirlande di pannocchie appese al ballatoio a seccare e c’era un gran baccano tra voci, risa, pentole, padelle, galline e campanacci.
Ristrutturazione
Una nuova vita
Non conosco la storia di chi ha vissuto tra le sue mura, ma immagino sia come la storia di tante famiglie bellunesi che da mezzadri dei signori delle ville sono partiti “a cercar fortuna”, chi nella lontana ‘Merica, chi in Brasile, chi in miniera e chi nelle gallerie, lasciando questa casa sempre più vuota a invecchiare in silenzio, con le finestre lucide in attesa di chi era andato via. Finché anche quella luce si è spenta. Nonostante le colonne e il tetto si stavano cominciando a piegare sotto il peso degli anni, aveva ancora il suo spirito fiero quando l’abbiamo acquistata per ristrutturarla. Adesso ha una nuova vita e ancora molto da raccontare. Non ha più ghirlande di pannocchie, ma aiuole di ortensie. Le galline non ci sono più. Resta il gallo a razzolare tra il rosmarino e la salvia.

PSR 2017 6.4.1
Arte
Mille favole vere
Il miglior modo per rendere i racconti del passato e la storia di questi luoghi era attraverso le vecchie fotografie. Non quelle che sono stampate sui libri di storia, ma quelle che si trovano nei vecchi album di famiglia. Spiegazzate, mosse a volte imperfette. Attimi di vita vissuta catturati tra le fibre della carta. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il grande lavoro di Rino Budel, che negli anni ha raccolto le vecchie foto del paese di San Gregorio e ne ha raccontato la vita nelle sue poesie. Un’atmosfera nostalgic-retro che racconta mille favole vere in dialetto bellunese.
Per non dimenticare
Una casa-museo dove potrete vivere la storia di questo territorio. attraverso le foto novecentesche e . Le poesie in dialetto del poeta e artista locale Rino Budel così come le foto che ha raccolto negli anni tra gli abitanti del paese di San Gregorio nelle Alpi raccontano un mondo così vicino e così lontano.
Sogno
L’amore per ogni dettaglio
I ricordi sono come il miele: sono sani e dolci. Non importa quanto i tempi andati fossero stati duri, sembrano sempre migliori di quelli presenti. Ci sembrano più semplici, più autentici, perché allora bastava poco per essere felici. Questa casa è ricca di racconti in bianco e nero. È il luogo ideale per rivivere antiche emozioni e creare nuovi ricordi. Qui infatti troverai solo il bello del vivere di una volta: la semplicità, l’amore per il dettaglio, il calore della storia.
Vivere nella storia
Non soddisfiamo solo i tuoi sogni, ma anche i tuoi bisogni
Giardino
Nuages d’Ortensie
Se i giardini della Fattoria dei fiori sono così ricchi di fiori in ogni stagione è grazie alla passione di mia mamma che ha creato delle bellissime aiuole ai piedi dei grandi alberi del parco e dei giardini. Tra i tanti fiori delle sue aiuole, quello che più la rappresenta è sicuramente l’ortensia. Forte, elegante, dai mille colori, nei nostri giardini ce ne sono di mille tipi e varietà: azzurre, rosa, bianche, persino verdi. Nuvole di fiori che colorano i giardini del nostro agriturismo da giugno fino ad agosto.
Come continuerà il tuo viaggio
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Tempo di rilassarsi
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